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Non si deve fumare...Raccontaci cosa ne pensi. Stranno ma vero...


L’organismo umano fa presto ad adattarsi alle esigenze della moda. Anni addietro i giornali avevano riportato la notizia di un pastore sardo, abituato a respirare l’aria delle sue montagne, il quale dovutosi recare a Milano in visita alla sorella, era stato colto da malore non appena messo piede alla Stazione Centrale. La causa era stata attribuita all’improvviso impatto con lo smog. Da allora i medici raccomandavano ai contadini che desideravano recarsi in città, di fumare un pacchetto di sigarette durante il viaggio, per predisporre l’organismo gradatamente ed evitare il brusco impatto. n Gran Bretagna si pensò addirittura che potesse essere un antidoto al morbo della peste. In Inghilterra si organizzarono ‘smoking parties’ (raduni in cui si fuma): I bambini andavano a scuola portando una pipa carica al posto della merenda. Tuttavia si cominciarono ad adottare provvedimenti contrari all’uso del tabacco. Giacomo I promulgò un decreto contro il fumo, probabilmente perché gli importatori erano Spagnoli, suoi acerrimi nemici. Ne scaturì una pesantissima tassa sul tabacco che contribuì notevolmente alla coltivazione clandestina della pianta. Poi dal XVII sec. alcuni medici iniziarono a considerare il tabacco come pianta dannosa. In altre parti del mondo, oltre ad imporre tasse sul fumo, si perseguitavano i fumatori con pene corporali, come nel caso della Persia dove lo scià Abbas, richiamandosi al Corano, fece mozzare il naso agli annusatori di tabacco e le labbra ai fumatori. In Turchia Amurat IV arrivò sino alla pena di morte, facendo scegliere ai condannati o l’impiccagione con la pipa tra i denti o il rogo con le foglie di tabacco. In Russia i fumatori venivano condannati a essere bastonati e mutilati ma lo zar fumava tranquillamente la sua pipa in pubblico. Il papa nel 1630 parlò di scomunica per i fumatori. Tuttavia l’uso del fumo era ormai entrato nelle abitudini di vita di larghe parti della popolazione europea: il gesto di prendere del tabacco da una apposita scatoletta e di portarlo alle narici diventò una questione di stile. Alcuni soldati provenienti da oriente, nel 1832, incominciarono ad infilare un po’ di tabacco nei cilindretti di carta in cui conservavano la polvere da sparo: inventarono così la sigaretta, che arrivò in Italia nel 1857, nelle tasche dei reduci della spedizione di Crimea .